La storia di P.

Riassumo brevemente la mia esperienza:
mi chiamo P., ho 55 anni, sono di Como.
Ho una lieve miopia (-3.5) dall’età di 15 anni ma, a parte questo, i miei occhi non sono mai stati un problema.
Dopo una normale visita di controllo scopro a novembre 2015 di avere la pressione alta all’occhio destro (28). Eseguo tutti controlli di routine: tonometria, angiografia e campimetria. Quest’ultimo esame sentenzia un “anomalo” danneggiamento del campo visivo (VFI 82%), ragion per cui l’oculista mi prescrive, oltre alla terapia di rito a base di colliri per l’ipertensione oculare, anche controlli periodici ogni 3 mesi per controllare che il campo visivo non peggiori ulteriormente.
Da questo momento della mia vita in poi… entra in gioco il Signor Bates e la sua teoria, di cui avevo già sentito parlare qualche decennio prima.
infatti, parallelamente alla terapia farmacologica, inizio un percorso di rieducazione visiva secondo il metodo Bates con l’aiuto di Jenny Nicola, educatrice visiva nella mia città.
Grazie a Jenny ho imparato a vedere con occhi diversi. Abbandonando gli occhiali per periodi sempre più lunghi, ho iniziato ad apprezzare la spontanea rilassatezza dell’occhio. Gli esercizi di palming e sunning hanno ulteriormente approfondito questa sensazione di “morbidezza” che via via, oltre agli occhi, si è estesa alle parti del corpo limitrofe: dagli occhi alle tempie, dalle tempie alla fronte e poi il viso, la nuca, il collo fino ad includere tutto il corpo.
Ogni giorno cerco di alternare gli esercizi di rilassamento con la ginnastica visiva. Ora, senza occhiali, mi piace guardare lontano! Prima non lo facevo mai, nemmeno con gli occhiali! Approfitto di ogni occasione durante la giornata per stare un po’ senza gli occhiali e quando chiudo gli occhi mi alleno con gli esercizi di “memoria e immaginazione”. Manciate di minuti, a volte solo per alcuni secondi, qua e là, senza che la mia giornata abbia dovuto essere riorganizzata per lasciare spazio alla riabilitazione visiva. Basta però non dimenticarselo! Ma chi se lo dimentica quando hai una diagnosi di glaucoma e di campo visivo ridotto?
A distanza di quasi tre anni la pressione intraoculare si è normalizzata (continuo per ora con la terapia farmacologica) e, cosa assai strepitosa e sbalorditiva, anche il campo visivo è notevolmente migliorato passando dall’82% VFI del mese di novembre 2015 al 93% VFI nel mese di aprile 2018.
Sin dall’inizio (2015) la medicina ufficiale ha escluso a priori qualsiasi miglioramento per quanto riguarda il campo visivo, ritenendo che un nervo ottico danneggiato rimane e rimarrà sempre danneggiato.
Io non ho strumenti per valutare, giudicare o sentenziare. Mi baso su quello che VEDO e sui risultati della campimetria.
La preparazione, la pazienza, la sensibilità e la generosità sono solo alcune delle qualità di Jenny Nicola.
Il suo talento ed il suo sostegno vengono messi a disposizione di coloro che desiderano diventare parte attiva in un percorso di consapevolezza visiva.
A lei va tutta la mia riconoscenza.Campo Visivo a confronto

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